Anguria: la regina XXL dell’estate

Si potrebbe persino rinunciare al mare o ad indossare il proprio paio di sandali preferiti, ma pensare a un'estate senza l'anguria sarebbe davvero difficile. Sandia, cocomero, anguria, melone ad acqua, la si potrebbe chiamare in tantissimi modi, ma la sostanza resterebbe sempre la stessa: dolcissima polpa rossa dissetante, altamente diuretica e con effetti dimagranti.

L'anguria è infatti composta al 95% di acqua e fornisce al nostro organismo soltanto 15 calorie ogni 100 grammi. Nonostante il sapore dolce dell'anguria possa spesso trarre in inganno, il watermelon, come lo chiamerebbero in Inghilterra, presenta solo una piccola percentuale di zuccheri.

Ampiamente diffusa oggi in tutto il Mondo, sia nelle zone tropicali che in quelle più temperate, l'anguria sembra abbia cominciato ad essere utilizzata con una certa diffusione soltanto con gli Egizi. Non è un caso se in moltissimi sepolcri dei faraoni, tra cui quello di Tutankhamon,  siano state rinvenute tracce di angurie, perchè evidentemente il popolo Egizio era già a conoscenza delle proprietà antiossidanti di questo succoso frutto estivo. In Calabria invece l'anguria viene simpaticamente chiamata “zi parrucu”, ovvero “zio parroco”, per sottolineare l'aspetto rubicondo di questo frutto.

Le produzioni più importanti di angurie sul territorio italiano si trovano in Lombardia e in Campania, ma in seguito ad una diffusione capillare in tutto il meridione potrebbe benissimo rientrare tra i prodotti tipici pugliesi.

Utilizzata in agricoltura come concime biologico, la buccia dell'anguria risulta particolarmente gradita a molti animali, tra cui cavalli ed asini che ne vanno letteralmente ghiotti. Le varietà più diffuse nella frutticultura italiana sono la Crimson Sweet e la Sugar Baby. Quest'ultima, conosciuta anche con il nome di “cocomerino”, raggiunge il peso massimo di 4 chili e sta prendendo sempre più il sopravvento sulla produzione delle angurie da 14-15 chili, ormai considerate troppo grandi per i consumi di famiglie decisamente meno “allargate” rispetto i decenni passati.

Immagine anguria quadrataL'unico aspetto che potrebbe minacciare il suo status di “regina dell'estate” sembra essere proprio la forma e la dimensione, che rende la conservazione dell'anguria nel frigo abbastanza complicata. Sembra che in Giappone, proprio per risolvere questo problema, abbiano inventato il cocomero quadrato. Nulla di complesso e nessuna follia transgenica, quest'anguria viene soltanto messa a dimora in contenitori di forma quadrata.

L'agricoltura biologica può tirare un sospiro di sollievo allora e i consumatori incastrare meglio questo frutto tra i ripiani del frigorifero. Ma se ancor prima della forma, la preoccupazione resta il sapore,

ecco un piccolo trucco per scoprire il perfetto grado di maturazione dell'anguria. Niente più tambureggiamenti nel reparto frutta dei supermercati! Basterà infatti graffiare la corteccia e assicurarsi che la buccia si stacchi con una certa facilità.

Ed ora che conoscete il segreto scegliete sereni la vostra anguria e godetevi questa fantastica estate!

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