Cosa sono i fertilizzanti e come si distinguono

I fertilizzanti sono sostanze naturali o derivanti da processi di sintesi che, aggiunte ai terreni agricoli, forniscono elementi necessari allo sviluppo delle colture e aumentano le loro caratteristiche fisico-meccanico.

Secondo il tipo di miglioramento che conferiscono al suolo, i fertilizzanti si distinguono in:

  • Concimi: arricchiscono il terreno in uno o più elementi nutritivi;
  • Ammendanti: migliorano le proprietà fisiche del terreno modificandone la struttura e la tessitura;
  • Correttivi: modificano la reazione dei terreni anomali spostando il pH verso la neutralità.

In base alla loro origine i fertilizzanti possono essere distinti in:

  • Fertilizzanti organici: ottenuti da un’attività biologica, contenenti Carbonio (C) che da un punto di vista chimico lega altri elementi;
  • Fertilizzanti minerali: ottenuti da un processo di lavorazione industriale;
  • Fertilizzanti organominerali: ottenuti da una miscela delle due categorie precedenti.

Chimicamente si può stilare una diversa classificazione dei fertilizzanti basata sulla quantità presente dei macronutrienti quali Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K); pertanto i fertilizzanti vengono classificati in:

fertilizzanti semplici: contengono uno dei tre macronutrienti in grandi quantità;

fertilizzanti complessi: contengono un mix dei tre macronutrienti. Possono essere fertilizzanti binari se contengono un mix di due elementi mentre possono essere fertilizzanti ternari se contengono un mix dei tre elementi.

I fertilizzanti ottenuti industrialmente, pertanto, vengono definiti fertilizzanti azotati contenenti azoto che svolge un ruolo primario nella crescita e sviluppo della pianta, prepara la fioritura e conferisce un colore verde intenso a tutto l’apparato fogliare. I principali concimi di questo genere sono: il nitrato di calcio, il nitrato di sodio, il solfato ammonico e l’urea, che vanta la più alta concentrazione di azoto (46%).

Poi ci sono i fertilizzanti fosfatici contenenti fosforo importante per la pianta soprattutto per la fruttificazione. La quantità necessaria di fosforo è minore rispetto a quella dell’azoto. I concimi più diffusi sono i perfosfati minerali, il fosfato di calcio e il fosfato di ammonio. Infine in commercio troviamo i fertilizzanti potassici contenenti potassio che conferisce colore ai fiori e sapore ai frutti. I concimi più utilizzati in agricoltura sono i nitrati potassici e solfato di potassio.

I fertilizzanti organici, invece, vantano un utilizzo che si spinge indietro nei secoli. Il concime organico è  il migliore, perché fornisce il maggior numero di elementi fertili alla pianta contemporaneamente, rende più sciolti i terreni compatti (e viceversa), riesce ad alzare la temperatura della terra grazie al processo fermentativo. I più diffusi sono quelli provenienti dal letame degli animali (o stallatico).

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