Dosi eccessive di azoto chimico depauperano la sostanza organica del suolo

E’ convinzione comune che la pratica della fertilizzazione chimica azotata abbia dei risvolti positivi sull’accumulo di carbonio organico del suolo, ma quattro ricercatori dell’ Università dell’Illinois contestano questo punto di vista sulla scorta dei risultati sperimentali ottenuti nel loro studio.

La ricerca è stata condotta da Khan et al. e pubblicata recentemente sulla prestigiosa rivista scientifica Journal of Environmental Quality aveva come fine quello di valutare come le pratiche agronomiche influenzano le proprietà del suolo nel lungo periodo. Infatti la prova ha avuto una durata di 50 anni è consisteva nel valutare gli effetti sulla coltura del mais della concimazione azotata a dosi crescenti.

Le prove sono state condotte nei campi di Morrow Plots, il sito sperimentale americano più antico al mondo, infatti qui da più di 100 anni si coltiva mais in continuo e in rotazione con cereali autunno vernini. I ricercatori incuriositi dal fatto che le parcelle di mais trattate con la superconcimazione azotata (300 kg/ha) davano produzione decrescenti col passare del tempo nonostante i considerevoli aumenti degli input di azoto e di carbonio derivato dall’interramento dei residui colturali.

Per capire perché le rese delle parcelle superconcimate si abbassavano col passare degli anni,  hanno confrontato il livello di sostanza organica del suolo a inizio prova (1955) con quello di fine prova (2005). I ricercatori  sono rimasti strabiliati che nonostante  gli apporti massicci di carbonio organico (200-300 t/ha) rappresentato dai residui colturali dopo 50 anni il suo contenuto nel suolo si è abbassato di 10 t/ha. Tale decremento è stato indipendente dalla rotazione colturale e direttamente proporzionato all’incremento della dose di azoto chimico.

I risultati di questa ricerca condotta sui terreni di Morrow Plots sono confermati dalla letteratura scientifica sull’argomento. Infatti in numerose pubblicazioni dell’ultimo secolo condotte su suoli, colture e ambiente diversi di quelli di Morrow Plots hanno confermato il consistente calo di carbonio organico nei suoli fertilizzati con concimi chimici.

Con questa ricerca Khan et al. non mettono in dubbio l’importanza della concimazione chimica per le produzioni agrarie, ma evidenziano che dosi eccessive oltre a tagliare i redditi degli agricoltori risultano deleteri per il suolo e ambiente. La perdita di carbonio organico dal suolo comporta una serie di conseguenze negative, una delle quali è la diminuzione della ritenzione idrica dei suoli agrari, nonché l’incremento dei gas serra nell’atmosfera CO2 e N2O e l’inquinamento delle acque di falda e superficiali.

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