La biodiversità nei terreni agricoli attira più impollinatori

I regimi agro-ambientali volti a promuovere la biodiversità nei terreni agricoli hanno effetti positivi sulle api selvatiche, inducendole a tornare tra le colture.

L'impatto e' più forte quando si punta sui fiori selvatici, in particolare su quelle specie a fioritura maggiore, e quando le aziende biologiche scommettono su ridotte quantità di fertilizzanti chimici e pesticidi, a favore di fertilizzanti organici, di origine biologica o comunque a basso impatto sull'ambiente, riuscendo in questo modo ad ospitare più impollinatori rispetto alle terre coltivate tradizionalmente.

Lo ha dimostrato Jeroen Scheper dell'Alterra Research Institute, analizzando i risultati di 71 studi che hanno esaminato gli effetti sulle api di diversi programmi agro-ambientali in vari paesi europei. "Non sappiamo - ha detto - se i risultati indicano che i regimi agro-ambientali riescono ad aumentare le popolazioni di impollinatori o se li attraggono temporaneamente dalle zone circostanti.

Ma abbiamo scoperto che tutto quello che bisogna fare per attirare un numero maggiore di impollinatori sui terreni agricoli è aumentare l'abbondanza e la diversità dei fiori selvatici ai margini delle colture".

Sostenibilità ambientale quindi significa innescare un circolo virtuoso di buone pratiche che vadano dall'utilizzo di tecniche e prodotti poco invasivi nella coltivazioni (es. fertilizzanti organici), educare i cittadini alla raccolta differenziata di rifiuti organici e non, all'adozione di uno stile di vita meno orientato al consumo massivo e più armonico con la natura.

La ricerca "Environmental factors driving the effectiveness of European agri-environmental measures in mitigating pollinator loss - a meta-analysis" e' stata pubblicata su Ecology Letters.

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