La sostanza organica nella gestione sostenibile delle colture

Un recente studio scientifico pubblicato sull’ Informatore Agrario (n° 18/2012) sancisce il ruolo fondamentale della sostanza organica nella gestione agronomica sostenibile delle colture agrarie. Lo studio dal titolo “Kiwi: le tecniche sostenibili aumentano la sostanza organica” condotto da autorevoli ricercatori del Dipartimento di scienze dei sistemi colturali, forestali e dell’ambiente Università della Basilicata – Potenza, evidenzia come la gestione agronomica del frutteto con tecniche tradizionali (suolo lavorato, bruciatura dei residui e concimazioni minerali) sono per niente sostenibili se confrontate alle tecniche moderne basate sull’ apporto di compost, inerbimento del suolo e riciclo dei materiali organici derivati dalla potatura.  Infatti la gestione moderna del frutteto determina un maggiore contenuto di sostanza organica, fondamentale per migliorare la struttura del terreno, aumentare la disponibilità di elementi nutritivi e la capacità di immagazzinare l’acqua.

I ricercatori evidenziano come il comparto agricolo svolge un ruolo economico di rilievo legato agli aspetti produttivi delle coltivazioni al quale si affianca anche un ruolo di tutela ambientale. Pertanto nell’agricoltura “moderna” il suolo rappresenta un’interfaccia fra gli aspetti di economia e quelli dell’ambiente. Infatti, il terreno è l’artefice delle produzioni in quanto ospita e garantisce lo sviluppo delle colture, ma è anche una risorsa naturale che come acqua, paesaggio, biodiversità deve essere al centro di un percorso di sviluppo sostenibile integrato.

Pertanto la sua difesa è allo stesso tempo la difesa di interessi economici e ambientali.

Le prerogative del suolo in fatto di risorsa ambientale derivano principalmente dal suo contenuto in sostanza organica e delle relative oscillazioni legate all’attività degli agricoltori.

I ricercatori affermano che: "la gestione del suolo sostenibile per l’actinidia, ed aggiungerei per tutti i fruttiferi, dovrebbe introdurre tecniche per preservare tale risorsa e trasmetterla alle future generazioni attraverso la tutela (e possibilmente attraverso l’incremento) del contenuto in sostanza organica, che migliorino la performance del frutteto, stabilizzando qualità e quantità delle produzioni, e riducano il rischio inquinamento ambientale". 

Il ruolo della sostanza organica:

  • Azioni sulla struttura.

 Il suolo è un sistema multifase (fase liquida, gassosa e solida) in equilibrio favorito dai composti organici,  che sono gli unici responsabili della struttura. Un suolo con una buona struttura, cioè con una dotazione idonea in sostanza organica, contiene i fenomeni di erosione compattamento e formazione di croste. Di conseguenza aumenta la capacità di ritenzione idrica del suolo e in generale migliorano le condizioni di abitabilità per le colture.

  • Potere tampone.

Un’altra prerogativa della sostanza organica è il potere tampone sul pH del suolo. Pertanto la sostanza organica tampona le variazioni di pH di un suolo garantendo la biodisponibilità di tutti gli elementi nutritivi. Infatti quando la reazione del suolo è acida o basica si innescano processi che immobilizzano determinati elementi nutritivi per le piante con effetti negativi sull’attività vegeto-produttiva.

Un terreno quanto è ricco in sostanza organica tanto risulta ben tamponato e quindi in grado di svolgere al meglio la funzione nutritiva.

  • Azione sull’attività microbiologica.

I microrganismi tellurici ricoprono un ruolo fondamentale ed insurrogabile: presiedono i cicli biogeochimici degli elementi necessari alla nutrizione dei vegetali. La sostanza organica è la fonte di energia per tutti i microrganismi che quanto più è ampia la biodiversità maggiore sarà il grado di equilibrio anche in funzione della difesa delle piante e non solo per l’apporto equilibrato dei nutrienti che rende la pianta meno suscettibile. La moltiplicazione e la diversificazione dei microrganismi terricoli può limitare la colonizzazione di ceppi patogeni.

  • Disponibilità di elementi nutritivi.

Il ruolo favorevole svolto dalla sostanza organica per la nutrizione delle piante è duplice, infatti oltre a rappresentare una riserva di elementi nutrivi (N, P e S) rilasciati con la mineralizzazione, ne migliora anche la biodisponibilità. Inoltre la sostanza organica incrementa la capacità di scambio cationico del suolo, cioè quella proprietà del suolo a trattenere gli elementi nutrivi necessari al migliore sviluppo delle piante preservandoli da fenomeni di lisciviazione che oltre a sottrarre nutrienti ai vegetali hanno un impatto ambientale devastante. Poi ancora la sostanza organica fornisce agenti chelanti necessari ad alcuni elementi per essere biodisponibili. Per concludere la sostanza organica ricopre anche una valenza ambientale, infatti il suo accumulo nel suolo contribuisce al sequestro di anidride carbonica atmosferica risultando così utile anche nella mitigazione dei gas serra.

Quindi da questa breve disamina risulta evidente come la sostenibilità del frutteto è imprescindibile dalla concimazione organica, pratica agronomica ancestrale, nel recente passato sottovalutata dagli interessi dell’industria chimica, ma oggigiorno rispolverata e collocata al vertice della sostenibilità in agricoltura. 

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