Nazareno Strampelli l’antesignano della Rivoluzione Verde

La Rivoluzione Verde, grazie all’introduzione di tecniche agronomiche innovative (genetica, fertilizzazione, irrigazione e meccanizzazione), ha fatto registrare un aumento spettacolare delle produzione agricole delle principali specie di interesse alimentare. Tale aumento, verificatosi soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, ha consentito a diminuire la fame nel mondo.

Tale approccio innovativo, che valse il premio Nobel per la pace nel 1970 all’ agronomo americano Norman Borlaug, prende spunto dai lavori di un agronomo genetista italiano, Nazareno Strampelli, che trenta anni prima di Borlaug, impostò e seguì  un percorso sperimentale  che originò varietà di frumento che fecero gridare al miracolo all’ Italia a cavallo delle due guerre mondiali.

Questi frumenti, che in alcuni contesti pedoclimatici riuscivano addirittura a far quadruplicare le rese rispetto alle varietà tradizionali, furono gli stessi che prenderanno il nome di “Grani della Vittoria” e che consentirono al regime fascista, salito al potere proprio negli anni in cui Strampelli cominciava a diffondere le su creazioni, di vincere quella iniziativa, che va a metà strada tra sperimentazione agraria e le azioni di propaganda, nota come “Battaglia del Grano”.

Strampelli Nazareno

Strampelli, più per tutelare l’avanzamento della propria attività scientifica che non per autentica simpatia nei confronti del regime, s’iscrisse al partito Nazionale Fascista nel settembre 1925, dopo due mesi dopo il lancio della “Battaglia del Grano”. Nel 1929 farà seguito la nomina a senatore (per meriti scientifici), che il genetista cercherà inizialmente di rifiutare dichiarandosi "assolutamente negato alla funzione di deputato".

Nel 1933, dichiarata vinta la “Battaglia del Grano” (grazie ai frumenti di Strampelli l’Italia era infatti diventata autosufficiente nella produzione del cereale), il regime gli tributò onoranze nazionali, consacrandolo per quello che lo scienziato sarà poi considerato per decenni dopo la sua morte: un “uomo di regime”. Un’etichetta che peserà moltissimo sul nome e sul ricordo di Strampelli, contribuendo enormemente a sbiadire la memoria dell’impresa scientifica di cui egli fu protagonista, complice anche la trasformazione da paese agricolo a potenza industriale che caratterizzerà l’Italia dal dopoguerra in avanti.

Solo negli anni Novanta il nome e il significato dell’opera di Strampelli iniziarono a riemergere, grazie all’azione di propaganda scientifica che mossero a suo favore alcuni agronomi del Jhon Innes Centre di Norwich (Inghilterra); questi, studiando la genetica del nanismo e della precocità di maturazione del grano, si accorsero che un numero spropositato di varietà coltivate in tutto il mondo (le stime variano dal 60 all’80 per cento) presentavano come ascendente, nel proprio albero genealogico, una varietà di grano costituita dal genetista italiano. In particolare è il “Mentana”, rilasciato da Strampelli nel 1924, che compare nei pedigree delle principali varietà di frumento costituite a partire dal secondo dopoguerra in paesi come la Russia, Cina, Argentina, ma anche Canada, Stati Uniti, Australia e persino in Messico, il paese dal quale la “Green Revolution” ha mosso i suoi primi passi per poi estendersi in tutto il mondo.

E’ emozionante sapere che il pane che troveremo domani sulla nostra tavola sarà stato fatto con frumento quasi sicuramente straniero, ma avente ancora in sé qualcosa di “italiano”: non solo i geni del “Mentana”, ma anche la passione e la tenacia di un uomo che ha saputo guardare lontano e prima di molti altri.

Fonte: LA “RIVOLUZIONE VERDE” DI NAZARENO STRAMPELLI di Sergio Salvi, SCIENZA E TECNICA, NN. 485-486, 2011

One Response to "Nazareno Strampelli l’antesignano della Rivoluzione Verde"

  • Sergio Salvi
    10 novembre 2012 - 16:25 Reply

    Dopo aver inviato l’ultimo mio commento, è riapparso sul mio schermo anche il primo, precedentemente invisibile.
    Come funziona questo sistema di commento, visto che il contatore segna sempre zero?
    Sergio Salvi

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