Orti urbani: cosa sono.

Gli orti urbani sono appezzamenti di terreno ai margini delle città destinati alla produzione di frutta, verdura, fiori e ortaggi. Questi spazi verdi non appartengono a chi li coltiva ma in genere ai Comuni che assegna questi terreni a gente comune che ne richiede l’assegnazione e che si dedica alla loro coltivazione.

In questo modo il guadagno è per tutti; in primo luogo il Comune acquista visibilità e prestigio migliorando i rapporti con i cittadini e diminuendo cosi gli innumerevoli terreni inutilizzati che ci sono soprattutto nelle periferie cittadine; anche il cittadino ha i propri vantaggi perché, dedicandosi alla coltivazione di questi appezzamenti, avrà sempre frutta e verdura fresche sulla sua tavola.

Gli orti urbani chiamati anche orti sociali appaiono per la prima volta nel Regno Unito nel XIX secolo come unica fonte di sostentamento per disoccupati e bisognosi. In seguito prendono piede in Olanda e Germania. Solo con le Guerre Mondiali il concetto di orti urbani approda in Italia quando la legge permetteva ai cittadini di coltivare qualsiasi cosa pur di aumentare la produzione alimentare.

Oggi le regioni italiane in cui è maggiormente diffusa la cultura dell’orto urbano sono Friuli Venezia Giulia, Veneto, Valle D’Aosta ed Emilia Romagna.

Negli Stati Uniti l’orto in terrazzo è diventato una vera e propria mania infattisi coltiva insalata e pomodori sui grattacieli di New York, Boston, San Francisco e di quasi mezza America. Pertanto nel nuovo continente il culto dell’orto in terrazzo è diventato una vera moda, beneficiando in maniera significativa le aziende americane produttrici di sementi. In Gran Bretagna, il National Trust che si occupa della gestione del patrimonio  culturale del Regno Unito, ha messo a disposizione dei cittadini mille appezzamenti di terreni in grado di produrre 2,6 milioni di cespi  di lattuga.

One Response to "Orti urbani: cosa sono."

Leave a Reply