Prodotti tipici pugliesi

Il clima tipicamente mediterraneo e il suolo fertile hanno reso la Puglia una regione estremamente ricca di una vasta gamma di prodotti tipici ortofrutticoli.

La cucina pugliese pertanto offre un esaltante combinazione di sapori partendo da ingredienti semplici ma unici al mondo.

La straordinaria ricchezza di prodotti ortofrutticoli pugliesi è distribuita in maniera quasi uniforme su tutto il territorio della regione: cavolfiori, cime di rapa, lampascioni, cicoria, fave e altro.

Alcune località sono inoltre rinomate per produzioni di rilievo: è il caso delle cipolle rosse di Acquaviva delle Fonti, delle lenticchie di Altamura, delle mandorle e dei fichi di Bitetto, delle olive da conserva di Andria, della magnifica uva da tavola di Bisceglie e di Canosa, dei funghi cardoncelli di Locorotondo, del sedano a Ruvo di Puglia, dei fichi fioroni a Polignano a Mare.

CARDONCELLI

Sono funghi molto comuni che crescono spontanei sui terreni brulli e incolti delle Murge.

Appartengono alla famiglia dei pleuroti (Pleurotus cuscus) e sono considerati fin dall'antichità come cibo assai pregiato. Chi va a raccoglierli li gusta anche crudi, semplicemente puliti e lavati.

Si trovano in buone quantità sulle bancarelle dei mercati in tutte le località della regione.

 

 

 

LAMPASCIONI 

Nella storia della cucina popolare i lampascioni fanno storia a sé per il caratteristico sapore amarognolo (fuori d'Italia se ne trovano anche in Grecia e in altre regioni del Medio Oriente).

Si tratta del cipollotto di una pianta erbacea che cresce spontaneamente, ma può anche essere coltivata nei luoghi pianeggianti: i bulbi, i soli che interessino il cuoco, sono piccoli, biancastri all'interno, di colore più scuro all'esterno. Appartengono alla famiglia dei muscari.
Si mangiano lessati e conditi con olio e aceto, arrostiti, fritti da soli o con le uova strapazzate, o cucinati in tegame in agrodolce. Possono essere parte integrante di entusiasmanti tielle.

 

 

OLIVE DA CONSERVA

Le olive da mangiare sono parte integrante del paesaggio pugliese. Si vendono sulle bancarelle disseminate nei viali delle città principali, oltre che sui banchi dei negozi di gastronomia. Se ne producono ogni anno circa trecentomila quintali, di cui sedicimila consumate subito e il resto destinato alla conservazione. Sono dolcificate in calce e soda caustica, quindi conservate con vari metodi, soprattutto in salamoia. Le varietà più diffuse nella regione sono la "grossa di Spagna", la "sant'Agostino", la "ascolana tenera" e la "coratina".

Andria, Corato, Ruvo e Bitonto sono con Cerignola e Trinitapoli i luoghi di riferimento di questa produzione. L'aggiunta di aromi ne accresce il gradimento: molti usati i semi di finocchio e l'alloro. Le preferenze dei consumatori sono divise soprattutto fra le olive verdi dolci e le cosiddette "baresane", nere, lucide e di notevole volume.
Spesso usate per accompagnare aperitivi e cocktails, hanno un ruolo in numerose preparazioni culinarie: sono chiamate a completare ripieni o a guarnire pietanze di carne o di pesce.

SINIPI 

Verdura assolutamente sui generis, un ibrido derivato da cicoria e asparago, un vegetale gustoso che unisce al delicato amarognolo della prima la morbida soavità del secondo.
Prodotto tipico della campagna attorno a Cagnano Varano, centro agricolo del Gargano, i sinipi sono il gradevole contorno di un piatto di alici fritte, a cui si abbinano perfettamente.

VERRÙCH 

Si tratta di piccoli tuberi, simili alle rape, chiamate fuori regione "testa di moro", ma noti in Puglia, unica zona di produzione, con il nome dialettale. Si mangiano crudi, affettati sottili, con olio e aceto.

I prodotti tipici pugliesi includono:

  • gli agrumi: arancia del Gargano, limone femminiello del Gargano e clementine del Golfo di Taranto;
  • la Bella della Daunia (detta anche Bella di Cerignola);
  • l’olio di oliva nelle denominazioni Dauno, Terra di Bari, Collina di Brindisi, Terre Tarantine e Terra d’Otranto;
  • il pane di Altamura;
  • il caciocavallo silano e il canestrato pugliese.

Numerosi sono anche i vini pugliesi DOC, DOCG e IGT

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