Quanto è importante usare in agricoltura fertilizzanti organici?

L’agricoltura intensiva e l’utilizzo smisurato di fertilizzanti chimici dei decenni passati hanno degradato i suoli agricoli. L’influenza di mutamenti climatici rilevanti ha incrementato questo depauperamento. Oggi, più di ieri, si avverte che il delicato equilibrio uomo-ambiente, produzione alimentare-protezione del suolo ha sempre più bisogno di essere preservato, è fondamentale proteggere il naturale equilibrio del suolo adottando fertilizzanti e concimi organici e pratiche agricole in armonia con i cicli vitali della terra e con un’agricoltura sostenibile ma al contempo redditizia.

È fondamentale utilizzare fertilizzanti organici nelle colture, questo col fine di restituire alla natura quello che l’azione dell’uomo le ha sottratto, anche con errate pratiche e consuetudini basate su un sapere tramandato, considerato giusto in quanto antico e reiterato, all’oscuro dei risultati della ricerca scientifica in agricoltura e degli effetti positivi della sua applicazione.

Occorre una adeguata educazione ambientale perchè il recupero della produttività dei terreni agricoli è diventata ormai un'esigenza. Ripristinare il naturale equilibrio micro-biologico del suolo è indispensabile per incrementare le colture e migliorarne la qualità.

Il terreno esprime la sua massima fertilità quando tutti i suoi componenti si trovano in uno stato di equilibrio ottimale e possono interagire tra di loro sviluppando le proprie potenzialità. Se l’equilibrio naturale del suolo è alterato le sostanze immesse con la convinzione di aumentarne la fertilità in realtà non producono effetti: non trovano un ambiente microbiologico idoneo e di conseguenza non vengono resi disponibili per il nutrimento delle colture.

La presenza di sostanza organica dà equilibrio al suolo incidendo in modo rilevante sulla sua fertilità. Ecco alcuni degli effetti comprovati:
- ne migliora la struttura;
- migliora la capacità di ritenzione idrica;
- migliora la stabilità;
- migliora la capacità di scambio cationico.

La migliore struttura del terreno si configura in proprietà fisiche che consentono una minore necessità di lavorazione e di conseguenza un minore dispendio di lavoro (riducendo le operazioni meccaniche) e di energia.
Il terreno dotato di sostanza organica richiede meno trattamenti chimici perché previene gli attacchi della flora tellurica e svolge un’azione repressiva sugli organismi patogeni.

La maggiore capacità di ritenzione idrica è determinante da un punto di vista di produttività, di costi e di impatto ambientale. La minore necessità di acqua comporta un minore investimento da parte dei coltivatori e un minor dispendio di una risorsa preziosa limitata.

La capacità di scambio cationico è la capacità che ha il terreno di trattenere gli elementi della fertilità. Se questo processo, importantissimo, non è efficiente, il terreno non trattiene le sostanze somministrate anche con concimazioni chimiche che finiscono in falda provocando effetti inquinanti.

Infine l’arricchimento di sostanza organica ha un effetto fondamentale per l’ambiente: la riduzione della produzione di gas serra. Il suolo ricco di sostanza organica infatti intrappola il carbonio (carbon sink) che altrimenti andrebbe in atmosfera e fondendosi con l’ossigeno genererebbe anidride carbonica alimentando l’effetto serra.

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