Vivere sostenibile: quali cibi scegliere?

Vivere sostenibile” è una filosofia di vita che si sta diffondendo a macchia d’olio tra la popolazione ma siamo ancora molto lontani dal raggiungimento dell’obiettivo finale: ridurre al minimo l’impatto ambientale e preservare la salute.



Ma con il cibo si può ridurre l’inquinamento e vivere in maniera sana? La risposta è si.

Il primo pensiero va alle lunghe filiere a cui sono sottoposti i prodotti prima di essere finiti; si preferiscono le filiere corte ossia un numero ridotto di intermediari commerciali tra il produttore e il consumatore, preferibile è il contatto diretto tra i due. In questo modo si riduce il prezzo finale del prodotto. Quindi un’idea sarebbe recarsi direttamente presso le aziende agricole biologiche e comprare i loro prodotti a prezzi vantaggiosi. Da qui i prodotti a “chilometro zero cioè tutti quei prodotti alimentari che vengono venduti e consumati nel raggio di pochi chilometri dal luogo di produzione; quindi in questo modo si ridurrebbe tutto il petrolio, l’anidride carbonica emessa, l'energia sprecata per il trasporto di merce con gravi conseguenze per l’ambiente.

Scegliere cibi sostenibili, pertanto, significa rimodellare le nostre scelte ossia scegliere i prodotti di stagione in modo tale da abbattere i costi di trasporto; scegliere prodotti nostrani riscoprendo così la genuinità del buon cibo di stagione ciò comporta vantaggi alla salute e alla sicurezza infatti basti pensare ai regimi di controllo sull’imballaggio e il confezionamento che alterano le caratteristiche organolettiche del cibo.
I cibi a più alto impatto ambientale sono la carne di manzo, il pesce, il latte e i formaggi. Tutti questi si situano nettamente al di sopra dei limiti della sostenibilità, indipendentemente da come sono prodotti. Da studi effettuati risulta che la produzione di un kg di carne di manzo provoca un’emissione di gas serra in forma di metano, prodotto dal sistema digerente dei bovini, pari a quella che si ottiene guidando per tre ore e lasciando le luci di casa accese per non parlare del consumo di risorse quali terreno fertile, cibo e acqua. Come la carne anche il latte o il formaggio hanno le stesse ripercussioni sull’impatto ambientale e non solo.

Non tutti sanno che l’uomo è l’unico nel regno animale a consumare il latte anche dopo lo svezzamento; elevati sono i dati riguardanti le intolleranze al lattosio cioè l’assenza dell’enzima “lattasi”  che agisce sullo zucchero “lattosio”; questo impedisce di digerire il latte e conduce a malattie del sistema digerente.

Quindi perché sottoporre il nostro corpo a sforzi inutili quando invece possiamo ricercare tutti gli elementi necessari per vivere in maniera sana nel mondo vegetale? In questo modo oltre a tutelare la nostra salute, difendiamo l’ambiente dalle aggressioni derivanti da tutto quello che c’è dietro alla produzione di carne e derivati.

Pertanto meglio scegliere prodotti derivanti da agricolture biologiche. Oggi consumare un prodotto certificato biologico significa: rotazione delle colture per un uso efficiente delle risorse locali; limiti ristretti nell’uso di pesticidi e fertilizzanti sintetici; il divieto dell’uso di OGM; utilizzare pratiche di coltura e allevamento rispettose delle risorse locali e delle condizioni di vita degli animali.

E’ importante inoltre evitare di comprare prodotti contenenti olio di palma presente soprattutto nelle merendine, margarine ma anche in saponi, detersivi e cosmetici. Le coltivazioni intensive di questa palma hanno un impatto ambientale disastroso poiché vengono impiantate dopo aver distrutto enormi estensioni di foresta tropicale con conseguente perdita di biodiversità ed incremento delle emissioni di anidride carbonica.

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